Royal Asset Management (webtrader.royalassetmanagement.co) è un broker truffa: la piattaforma, che dichiara sede a Londra, non è autorizzata a operare in Italia e segue uno schema fraudolento documentato in numerose segnalazioni, basato su richieste crescenti di tasse anticipate per sbloccare bonifici promessi che non arrivano mai. In questo articolo spieghiamo come funziona questo schema e cosa fare se sei stato coinvolto.
Perché Royal Asset Management è un Broker Truffa
Il nome Royal Asset Management combina “Royal” (un termine che evoca prestigio e affidabilità britannica) con “Asset Management” (gestione patrimoniale), una costruzione pensata per trasmettere autorevolezza istituzionale. La piattaforma dichiara sede a Londra, ma una sede dichiarata non equivale ad autorizzazione: nel Regno Unito l’unica autorità competente a rilasciare licenze per servizi finanziari è la FCA (Financial Conduct Authority), verificabile esclusivamente sul suo registro pubblico ufficiale, non sul sito del broker stesso. Per approfondire come funziona questa autorità, abbiamo scritto una guida dedicata su cos’è la FCA e come funziona.
Le segnalazioni ricevute descrivono un contatto iniziale da parte di presunti consulenti o “broker trader” con nomi italiani, che invogliano l’investitore a partecipare a operazioni su titoli di società realmente esistenti e note, come aziende tecnologiche americane del settore dei semiconduttori. Citare il nome di una società reale e conosciuta è una tecnica di credibilità: rende l’operazione proposta più plausibile, anche se il denaro versato non viene mai effettivamente investito in quella società.
Lo Schema delle Tasse Anticipate per Sbloccare il Bonifico
Questo è l’elemento più caratteristico e più pericoloso dello schema legato a Royal Asset Management. Dopo aver mostrato risultati apparentemente ottimi sulla piattaforma, quando l’investitore richiede di incassare il guadagno, viene contattato da una serie di presunti “impiegati” (spesso descritti come funzionari del fisco britannico) che richiedono il pagamento di percentuali successive sul presunto guadagno prima di poter ricevere il bonifico.
Le segnalazioni descrivono una sequenza tipica: una prima richiesta di tasse pari al 15% del guadagno, seguita da un’ulteriore richiesta dell’11%, poi una cauzione del 5%, e infine il pagamento di una cosiddetta “Tobin Tax” per importi che possono superare i 13.000 euro. Ogni pagamento effettuato genera una nuova richiesta, mentre il bonifico promesso “già pronto” non arriva mai.
Perché queste richieste non sono legittime
Nessuna autorità fiscale, italiana o britannica, richiede il pagamento di tasse in anticipo per accreditare un guadagno. Le tasse si pagano sempre dopo aver incassato una somma, tramite dichiarazione dei redditi all’Agenzia delle Entrate per i contribuenti italiani, non prima tramite bonifici richiesti telefonicamente da sconosciuti che si presentano come funzionari. La cosiddetta Tobin Tax, dove effettivamente esiste, è una tassa sulle transazioni finanziarie applicata automaticamente dagli intermediari autorizzati al momento dell’operazione, non richiesta manualmente a un investitore privato con una telefonata.
Royal Asset Management è Autorizzata a Operare in Italia?
No. Royal Asset Management non risulta nel registro degli intermediari autorizzati da CONSOB, il database pubblico che raccoglie tutti i soggetti abilitati a offrire legalmente servizi di investimento in Italia. La sede dichiarata a Londra non sostituisce questa verifica: anche un broker realmente con sede nel Regno Unito deve comunque notificare la propria attività a CONSOB per operare legalmente con clientela italiana.
Puoi effettuare un controllo aggiuntivo sul portale IOSCO I-SCAN, che raccoglie gli avvisi emessi da oltre 130 autorità di vigilanza internazionali.
Cosa Fare se Hai Già Versato Denaro a Royal Asset Management
Non versare altre somme per nessuna ragione, anche se la richiesta viene presentata come l’ultima tassa o commissione necessaria prima del bonifico. Il pagamento richiesto non sbloccherà mai i fondi promessi: genera solo una nuova richiesta.
Raccogli tutta la documentazione disponibile: nome del consulente che ti ha contattato, numeri di telefono utilizzati, email e messaggi ricevuti, ricevute di tutti i bonifici effettuati. Presenta una denuncia presso la Polizia Postale, specificando l’importo complessivo versato. Presenta anche una segnalazione a CONSOB tramite il modulo disponibile sul sito istituzionale.
È Possibile Recuperare i Soldi?
Dipende dal metodo di pagamento usato, dai tempi trascorsi e dalla documentazione disponibile. Per i bonifici bancari le opzioni di tracciamento e contestazione dipendono dai tempi trascorsi dall’ultimo pagamento e dagli istituti coinvolti. Vista la natura ripetuta e l’importo spesso elevato coinvolto in questo specifico schema, è particolarmente importante consultare un professionista legale per valutare concretamente quali strade di recupero sono disponibili nel proprio caso.
Per approfondire consulta la nostra guida su come recuperare i soldi persi nelle truffe di trading online.


